Scissione (Severance) è una Serie TV statunitense nata nel 2022 disponibile per la visione in streaming on demand sulla piattaforma Apple TV. Creata da Dan Erickson e diretta magistralmente, almeno fino alla stagione 2, da Ben Stiller ha all’interno del cast nomi noti come Adam Scott, Britt Lower, Patricia Arquette, John Turturro, Christopher Walken e (dalla seconda stagione) Gwendoline Christie.
Lo show si distingue per una trama basata su un concetto fantascientifico efficacissimo e per nulla complesso, che riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo, episodio dopo episodio. E lo fa sia grazie ad un’ottima velocità narrativa generale, sia per una scenografia spesso ai limiti dell’umanamente concepibile con ambientazioni e riprese di altissimo livello. Tutto funziona alla perfezione in Scissione (Severance): per questo la reputo, personalmente, la migliore Serie TV di Apple TV.
Scissione – Stagione 1: la miglior prima stagione degli ultimi 10 anni
La prima stagione di Scissione (Severance) è la prima stagione perfetta che ogni Serie TV vorrebbe avere. Nulla è fuori posto, tutto è perfettamente allineato nel dare vita a quella che è la serie di punta del catalogo Apple TV. Ma vediamola in dettaglio.

Trama fantascientifica ma di semplice approccio per tutti
Non sono un fanatico delle Serie TV di Fantascienza. O meglio, preferisco produzioni televisive incentrate su storie vere. Gli show fantascientifici o sono fatti veramente bene o non fanno per me. Mettici anche che spesso e volentieri nella cinematografia di fantascienza ci capisco poco niente… no, non è certamente il mio genere preferito. Ma Scissione (Severance) la storia è semplice, la può tranquillamente seguire chiunque capendone ogni minimo dettaglio senza andare in confusione costante.
Vado diretto al dunque evitando spoiler fondamentali: alcune persone hanno deciso di sottoporsi ad un intervento chirurgico che prevede l’iniezione di un chip che scinde, divide, la loro persona nella vita privata da quella lavorativa. Quando vanno in azienda e prendono l’ascensore, questo meccanismo entra in funzione et voilà: non si ricordano più nulla di ciò che sono e fanno al di fuori del luogo di lavoro e, viceversa, nella vita privata, una volta finito il turno. E, almeno apparentemente, sono molto felici della loro scelta. Zero ricordi, zero spiegazioni. Zero domande. Fino a che però non iniziano a succedere un po’ di casini.

Ritmo serrato, ma non è una stagione da divorare in una giornata
Chiedo troppo? La prima stagione di Scissione (Severance) ci fa capire che si tratta di uno show che non si perde in baggianate ogni due per tre. Che non attende di stupirti solo alla fine della puntata. Un ritmo incalzante, che ti tiene perennemente incollato allo schermo perché da un momento all’altro può succedere qualunque cosa. Perché non vuoi e non puoi permetterti di perdere dettagli di nessun tipo. La caratterizzazione dei personaggi, l’assurdità delle situazioni, i dialoghi alienanti. Scissione (Severance) è ipnotizzante.
Ma non è una serie tv da binge watching: guardi uno o due episodi alla volta e sei sazio. Non vuoi e non te la senti di continuare per finirtela tutta in un colpo solo. Non è una serie da divorare ma da assaporare, metabolizzare e digerire episodio dopo episodio. Lasciandoti, sempre, completamente spiazzato.

Anche (e soprattutto) visivamente è un capolavoro
Scissione (Severance) ci fa capire che Ben Stiller dietro la macchina da presa è tanto geniale quanto lo è anche davanti: inquadrature e scelte stilistiche fuori dagli schemi per un prodotto fantastico sotto tutti i punti di vista. I costumi (tra l’altro la scelta di far indossare al polso di Mark, Adam Scott, un Vostok Komandirskie, da appassionato di orologeria meccanica “popolare”, mi ha gasato tantissimo), le ambientazioni asettiche e le musiche di Theodore Shapiro si fondono perfettamente dando vita ad un risultato straordinario. Scissione è un bellissimo prodotto da vedere e godere anche sotto questo punto di vista. Non c’è niente che non sia al suo posto.

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Scissione – Stagione 2: respira un po’ ma si apre al tutto è possibile
La stagione 2 di Scissione (Severance) è un’evoluzione naturale dei primi 10 episodi, ma non scontata, e che riesce a dar risposta a tutte le domande della tanto enigmatica stagione 1. Tanto che ad una certa mi sono preoccupato e mi sono chiesto se stesse per finire tutto lo show!
Per un attimo ho davvero creduto che non potesse esserci una stagione 3 di Scissione! E invece no, fortunatamente ci sarà, anche se senza Ben Stiller a dirigerla: un bruttissimo colpo per noi fan! Ma dato il finale di questa seconda stagione, in futuro, l’evoluzione della trama potrà prendere qualsiasi piega. L’ennesimo colpo astuto ed intelligente da parte della produzione, insolito per show di successo di questo tipo.

Trama gestita bene, con picchi di eccellenza inarrivabili
La Stagione 2 di Scissione ha subito un grossissimo problema: riprendere dal finale estremo della prima stagione. Perché ve lo ricordate tutti il plot twist shock con la quale si chiudono i primi 10 episodi della serie. E non è facile gestire una patata così bollente. Per questo il mio voto non può essere che diverso dal voto massimo.
Gestire il gigantesco problema di Helly, dentro e fuori la Lumon, è un bel casino. Per non parlare del risveglio straordinario anche del resto del team di Macrodata Refinment: invece che ripartire col botto, la produzione fa un bel respiro, e riesce a far riprendere lo show allo spettatore con le dovute accortezze. Fino a sganciare la bomba con un episodio clamoroso, che riprenderemo più tardi.
Difatti, se la prima stagione di Scissione è uno shock dietro l’altro, la trama della stagione 2 è un continuo ricamare il filo narrativo fino ai “checkpoint” di snodo: preferisco il primo modo di narrare una storia, però capisco benissimo che fare puntate tutte così diventa insostenibile per uno show sul piccolo schermo.
Ecco, gli episodi checkpoint, soprattutto il quarto e l’ultimo, sono indescrivibili: capolavori assoluti nel loro complesso, sia per svolgimento, che per ritmo narrativo, che per stile cinematografico: lo ripeterò spesso in questa mia personalissima recensione ma entrano di diritto nella classifica dei migliori episodi di sempre del panorama delle Serie TV in generale.

Qualcosina però non fila più liscio come prima nella narrazione
Ci sono episodi in cui l’azione manca un po’, ne consegue un ritmo narrativo che cala drasticamente rispetto alla prima stagione. Ma torniamo al discorso di prima, è uno show uguale ma diverso, che cambia alcune carte in tavola per preparare lo spettatore a singoli episodi clamorosi.
Si inserisce qualche scena di passione, c’è sicuramente più emozione umana, dovuta alla leggera consapevolezza acquisita dagli interni per via di quel risveglio momentaneo nel corpo degli esterni. Un po’ come nel mito della caverna di Platone, chi si è liberato dalle catene capisce che la realtà non sono le ombre che è solito vedere, ma che quelle sono solo le proiezioni dei corpi sulla parete.
Tutto è cambiato alla Lumon, nulla può essere più come prima, nonostante il grande impegno di Mr. Milchick di cercare di arginare il tutto e portare a termine il lavoro del team. Anche il ritmo narrativo cambia, ma per esigenza: non fate l’errore di abbandonare la visione dello show dopo i primi episodi un po’ lenti. Ve lo ripeto un’altra volta: episodio 4 e 10, capolavori assoluti!

Mantiene uno stile ineguagliabile, anche nella Stagione 2
Se la prima stagione di Scissione (Severance) era prevalentemente girata in interno (negli angusti spazi del complesso dei Bell Labs a Holmdel, in New Jersey), la seconda si svolge principalmente fuori. Ma pure in questo caso ambientazioni e scenografie assolutamente di primordine.
A livello stilistico la stagione 2 di Scissione (Severance) non ha nulla da invidiare alla prima, ed è un capolavoro per gli occhi. Ben Stiller davanti alla cinepresa è stato, ed è, un gigante. Ma quando è dietro, sinceramente, forse è anche meglio! E non dico questo per sminuire quello che fa come attore, ma da producer e regista è stato capace di tirare fuori quella che è, a mio avviso, la miglior Serie TV degli ultimi 10 anni.
La sua capacità, e di tutto il team di Scissione (Severance), di fondere insieme colori, abiti, volti, luci, ombre, suoni (e chi più ne ha più ne metta) è semplicemente incredibile! Uno show folle, che costruisce il suo successo girando attorno ad una semplice e geniale idea resa magistralmente. Uno show perennemente ricco di surrealismo, sottile ironia e tensione estrema perenne. Arricchito da una comunicazione non verbale che arriva a vette altissime. Ma come fai a non dargli il voto massimo?
Chiudiamo il discorso con un dettaglio che mi sta molto a cuore, per svariati motivi: Mark non indossa più il Vostok Komandirskie come nella prima stagione, ma ha al polso (e si vede a più riprese) un orologio al quarzo digitale stile Pulsar di Hamilton, anche se non è quello (ho voluto solo citare il più famoso, per far capire la tipologia). Non mi intendo di orologi di quel genere, se lo avete riconosciuto scrivetemelo nei commenti che aggiorno l’articolo! Questa volta ha un’idea per comunicare col suo interno, quindi gli serve misurare il tempo in maniera precisa: posso capirlo, anche io spesso vesto orologi digitali e non meccanici!
Voglio perdonare alcuni sbalzi di volume musicali, cosa che non ho fatto con Silo 2, semplicemente perché, guarda caso, anche la colonna sonora nella Stagione 2 di Scissione (Severance) è semplicemente perfetta. Quindi chiudo un occhio, anche se mannaggia a voi mi tremano i muri a volte.

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Potenzialmente nelle migliori Serie TV di sempre
Nonostante la seconda stagione di Scissione (Severance) soffra di qualche deficit a livello di velocità di narrazione, è uno show che riesce a regalare sensazioni contrastanti perenni e mette sul tavolo preoccupazioni fantascientifiche che presto potrebbero non essere così troppo lontane dal nostro presente.
Come succede in Constellation, infatti, abbiamo a che fare con tematiche che oggi siamo soliti analizzare ancora come “fantascienza” ma che con gli sviluppi degli studi e della tecnologia potrebbero presto essere riviste con altre chiavi di lettura. Elon Musk i chip nel cervello delle persone li sta già mettendo da qualche anno, quindi nel nostro futuro prossimo qualcosa che assomigli a ciò che succede alla Lumon Industries non è da escludere totalmente.
Ciò che c’è di certo nel nostro futuro però è che la Stagione 3 di Scissione (Severance) si farà, e come detto in incipit di articolo, per come si è evoluta e conclusa questa seconda stagione, tutto potrà essere possibile a livello di narrazione. Chissà se anche senza Ben Stiller la produzione riuscirà a mantenere alto lo standard dello show. Di sicuro potrà ripartire con la storia come vorrà, e sperò tanto non ci deluderanno. Per ora lavoro ineccepibile.Serie TV semplicemente sublime. Ne volete un’altra dello stesso livello? Pluribus.
Voto alla Serie TV
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