Bad Sisters è uno di quegli show capace di tenerti incollato allo schermo e lasciarti perennemente con la sensazione di un mezzo sorriso amaro sul volto. Una Serie TV, al momento, di 2 stagioni abbastanza diverse fra loro: la prima, sviluppata su due linee temporali diverse, è di 10 episodi ricchi di cattiveria e violenza di genere. La seconda, più lineare, di soli 8 episodi, riesce a mantenere alto il livello nonostante la fuoriuscita di uno dei personaggi più importanti della prima stagione.
Bad Sisters è simpatica e psicologicamente violenta nello stesso momento: una dark comedy perfettamente riuscita e che merita assolutamente la visione sia per la storia che racconta, che per il ritmo narrativo sempre sostenuto con cui viene raccontata, sia per i colpi di scena e la maestria d’interpretazione di alcuni componenti del cast. Non perdetevela assolutamente.
Bad Sisters – Stagione 1: un villain così non me lo vedevo da anni
Chi ha ucciso Il Minchione? La storia della prima stagione di Bad Sisters gira intorno a questa domanda. Abbiamo un morto: il marito di una delle 5 sorelle. Poi ci sono un vicino strano e due assicuratori che non si danno pace sulla sospetta vicenda. Ingredienti perfetti per un’inizio coi fiocchi.

Trama spaventosamente bella e ben studiata
Bad Sisters è basata su un altro show belga poco conosciuto chiamato Clan. La prima stagione, come detto in incipit, si svolge su due linee temporali: quella presente e quella del passato. John Paul, il marito di una delle cinque sorelle Garvey, è morto in quello che per chiunque risulta essere un’incidente.
Ma ben presto i flashback ci faranno intendere che JP si era inimicato parecchie persone, su tutte le sorelle della moglie Grace. Perché? Perché era un uomo pieno di sé, scorbutico e violento: un minchione. Il Minchione, così lo appelleranno per tutta la prima stagione le sue cognate.
Quelle “sorelle cattive” che nella linea temporale del passato proveranno in tutti i modi ad ucciderlo ma che in quella del presente sono allibite del fatto che sia morto. Perché si giurano a vicenda di non essere state loro ad ammazzarlo. Possibile che il karma abbia semplicemente fatto il suo lavoro? O c’è di più?
Morto il Minchione, a Grace spetterebbe un’ingente somma di denaro come risarcimento per l’assicurazione sulla vita di John Paul. Ma gli assicuratori vogliono vederci chiaro sulla vicenda ed iniziano ad interrogare tutte le sorelle Garvey sospettando che quello che ha portato alla morte di JP non sia stato un semplice incidente.

Ritmo narrativo che prende forza col passare degli episodi
Col senno di poi il voto per il ritmo di Bad Sisters potrebbe essere anche più alto. Non annoia mai granché, è che JP nei flashback pare immortale e la situazione, dopo i primi tentativi, inizia a sembrare un po’ troppo tirata per le lunghe.
Ma non è così. Nel senso che, una volta conclusa la visione dell’intera stagione 1, tutto sarà molto più chiaro. Bastano poche puntate per voler vedere il Minchione morto, ma sarà un’agonia! Probabilmente mi aspettavo che prima o poi le due linee narrative si incontrassero, forse per quello ad un certo punto ho avuto la sensazione che il tutto si stesse un po’ troppo dilatando.
In ogni caso Bad Sisters è una Serie TV che prende forza col passare degli episodi. Il giallo della morte di John Paul diventa sempre più appassionante. E questa volta sì che ho fatto supposizioni su chi fosse il colpevole, non come in Città in Fiamme, dove, sinceramente, non me ne importava praticamente nulla. Così deve essere uno show di questo tipo: coinvolgente.

Un villain con i controfiocchi, ma un plauso a tutto il cast
Non tanto per la regia, ne per nulla di scenografico: è tutto abbastanza standard. Neanche tanto per il doppiaggio italiano (ma che voce gli avete messo a Daryl McCormack nei panni di Matthew Claffin?). Ma come già accennato in apertura di articolo Bad Sisters ti lascia in perenne conflitto tra la risatina e l’amaro in bocca. Tra il desiderio di voler vedere giustizia per Grace e la rabbia che ti affligge ogni volta che JP la scampa e torna ad essere l’uomo terribile che è.
E chiudiamo parlando proprio di lui. O meglio, di chi lo interpreta: Claes Bang. Quando un villain si fa odiare così tanto dal pubblico è perché l’attore che lo interpreta ha due maroni grandi come una casa. Una recitazione perfetta per un ruolo scomodissimo.
Molto bene anche tutto il resto del cast di Bad Sister, forse non popolato da nomi altisonanti come tante altre produzioni Apple TV, ma tutti molto ben calati nelle proprie parti. Bravi.

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Bad Sisters – Stagione 2: una scelta pesante ma astuta fa continuare la serie su alti livelli
Non era assolutamente facile gestire il post Stagione 1, con l’ovvia uscita di scena del villain per eccellenza. Eppure Bad Sisters riesce nell’impresa di tirare fuori una buonissima seconda stagione. Ma serve un grande sacrificio.

Trama stravolta fin da subito: che shock!
Bad Sisters con la prima stagione ci ha fin da subito fatto capire di che pasta è fatta. E si riconferma molto tosta anche nella stagione 2: nei primi episodi subiamo malamente un evento che sinceramente non si sarebbe mai aspettato nessuno. Il tutto sempre vissuto in un clima quasi surreale, che non capisci mai quando prenderlo sul serio.
In questa stagione 2 di Bad Sisters non abbiamo più un villain di riferimento, mostruoso, come lo era JP. Il villain in questo caso sembra presentarsi prima sottoforma dei sensi di colpa di alcune delle protagoniste, poi invece la storia ci spinge a credere che sia un nuovo personaggio. Ed infine il villain è un nuovo personaggio, ma non quello che ci avevano fatto credere.
Una danza continua, enigmatica, per cercare la luce in fondo al tunnel di questa nuova, brutale, vicenda che sconvolge le vite delle nostre amate Bad Sisters: mai pesante, ben bilanciata, sempre piacevole da guardare sul piccolo schermo. Confermo il voto della prima stagione. E complimenti per l’inserimento di tutti i nuovi personaggi: odiosi al punto giusto, tutti insieme sono una bella mazzata pure loro, anche se nessuno sarà mai odioso quanto JP.

Ritmo più lineare, ma mai particolarmente noioso
Il fatto che il villain, nella stagione 2 di Bad Sisters, non sia fin da subito ben definito dona allo show maggior equilibrio per quanto riguarda il ritmo narrativo degli episodi. Se nella prima stagione avevamo un ritmo sempre più incalzante, qui il plot twist iniziale fa sì che lo spettatore sia super coinvolto negli eventi fin dal principio.
E non ci sono grossissime accelerazioni, finale a parte, dove succede un po’ di tutto in pieno stile Bad Sisters. Uno show che non annoia mai, che si lascia guardare con piacere, che sa spiazzarti con la sua dolce irriverenza che accompagna a braccetto, in un’insolita accoppiata, i traumi della vita. Ho apprezzato tantissimo la scelta di passare da 10 a 8 episodi: la storia, così, non conosce momenti morti.

Nuovi personaggi? Tutti promossi!
Il cast di Bad Sisters 2 ha perso, per ovvi motivi, un gigantesco Claes Bang. Ma ritrova le cinque divertenti sorelle con qualche nuova aggiunta che funziona molto bene. Dalla poliziotta asiatica simpatica come un calcio nel didietro, alla stramba Angelica, fino ad arrivare a Ian, sul quale evito di esprimermi troppo per evitare troppi spoiler.
Rimangono invariate invece tutte le altre considerazioni sullo stile di questa Serie TV: fotografia, scenografia e regia non sono niente di imperdibile, ma è tutto fatto egregiamente. La vera forza di Bad Sisters è da trovare altrove, poi tutto è comunque perfettamente amalgamato in un bizzarro equilibrio che funziona perfettamente.

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Di diritto tra le Serie TV più consigliate (non solo di Apple TV)
Questa è una di quelle Serie TV che non mi fa rimpiangere di aver abbandonato Netflix per approdare sulla piattaforma della mela, perché è uno show di qualità: tratta tematiche attuali, lo fa col sorriso ma facendoti riflettere. Lo fa con una linea narrativa che coinvolge lo spettatore, ti vuole fare andare avanti nel susseguirsi degli episodi.
Bad Sisters è l’ennesima dimostrazione che non serve avere il cast di The Morning Show per fare bene (come d’altronde riesce a fare anche Home Before Dark). E difatti, nonostante la fine della prima stagione mi aveva lasciato perplesso sulle possibilità di una buona riuscita della stagione 2, mi ha bellamente smentito. Bad Sisters è un successo perché, a differenza di altre Serie TV che ho portato sul blog, ha saputo osare fin da subito: risultando scomoda in certi frangenti, simpatica in tanti altri. Ma soprattutto è avvincente agli occhi di guarda.
Ora, ci sarà un seguito? Per ora non si hanno notizie di una possibile stagione 3 di Bad Sisters. Ecco: direi che se fosse finita qui ci potrebbe anche stare. Anzi, ci sta. Nel senso: quante volte dopo la prima stagione di successo, per provare a tirarla più lunga possibile, si sono fatte scelte che hanno fatto perdere la poesia dello spettacolo? Anche qui Sharon Horgan avrebbe potuto allungarla, annacquandola, per portarsi ad una terza stagione. Ed invece non l’ha fatto, tanto di cappello.
Nel frattempo cercate un’altra dark comedy piacevole? Potete dare una chance a Dov’è Wanda?. O se preferite altre serie carine tutte donne ci sono Las Azules e Tierra de Mujeres che possono interessarvi.
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