Ecco perché dovreste guardare Murderbot su Apple TV | Recensione

Con Alexander Skarsgård nei panni della SecUnit ribelle, Murderbot è una Serie TV basata sui libri di Martha Wells disponibile allo streaming on demand su Apple TV. La prima stagione, composta da 10 episodi dalla lunghezza nell’ordine dei 30 minuti l’uno, è uno show che mi è piaciuto parecchio nella sua semplicità. Non tanto per la trama o per chissà quali effetti speciali, bensì per il messaggio che trasmette e che potrebbe essere uno dei problemi del nostro futuro prossimo.

Proprio come in Sunny, anche se con uno stile un po’ più dinamico, il problema di fondo è quello: quanto saremo in grado, nel futuro, di rimanere distaccati emotivamente da robot e intelligenze artificiali particolarmente sviluppate alle quali “qualche rotella” è andata. anche appositamente, fuori posto?

murderbot interpretato da Alexander Skarsgård
Alexander Skarsgård nei panni di Murderbot su Apple TV
VOTO TRAMA

Trama semplice, ma che si lascia guardare per svariati motivi

3.9

La trama di Murderbot è molto semplice, ma forse è anche un po’ stupido recensire questa Serie TV partendo da qui. Ma d’altronde, ormai ne ho recensite tantissime in questo modo, e cosa faccio? Nel senso che non è tanto per la trama vera e propria che uno show come Murderbot lo consiglio, ma per le situazioni che si creano nella trama stessa per via dei presupposti che l’accompagnano.

Semplificandola moltissimo: un team di ricerca è impegnato su un pianeta remoto in una missione di esplorazione. La loro SecUnit però (il robot che deve proteggerli) si è “autohackerato” il modulo di controllo, ma sa come nasconderlo alla ciurma umana e in ogni caso li salva ripetutamente da tutti i casini in cui si cacciano. Ad una certa però i sospetti degli umani crescono, perché la SecUnit reagisce in modi poco consoni rispetto al protocollo e le sue scelte diventano inspiegabilmente sempre più autonome.

Da lì in poi la storia non gira tanto sul cosa succede, ma su come si evolvono i rapporti, la fiducia e i malintesi mentre la situazione attorno al team si complica sempre di più.

Il cast principale della Stagione 1 di Murderbot tra cui spiccano su tutti David Dastmalchian e Noma Dumezweni
VOTO RITMO

La prima stagione la divori in un paio di serate

4.3

Il ritmo narrativo con il quale Murderbot ti scorre davanti agli occhi è abbastanza sostenuto, grazie alla formula degli episodi brevi come capita in Le Avventure senza capo né coda di Dick Turpin. Qui forse, ogni tanto, qualche dialogo diventa un po’ monotono, non super fluido, ma di certo non è uno show che annoia particolarmente chi lo guarda.

Sono pochi i momenti dormienti, difficilmente ci si ritrova a distrarsi mentre si guarda lo show anche grazie alla voce narrante fuori campo della SecUnit, sempre pronta ad accompagnare le vicende un po’ come avviene, anche se in maniera diversa, in Acapulco. E poi succedono cose talmente assurde ed inaspettate che ti fanno sorridere e ti scaricano quella leggerissima dose di adrenalina che ti rimette subito in pista se avevi iniziato a pensare ad altro. Insomma, uno show ben calibrato che si lascia guardare assolutamente senza alcun intoppo.

Noma Dumezweni inseguita da un alieno nella Stagione 1 di Murderbot
VOTO STILE

Alexander Skarsgård giganteggia in questa simpatica Serie TV

4.5

Ecco, premio da 10 e lode a chi ha scelto Alexander Skarsgård per metterlo nei panni della SecUnit: praticamente perfetto. Il suo sguardo di ghiaccio sarà il leitmotiv di tutto lo show. Ed oltre alla sua grandissima performance, anche tutto il resto del cast, che non conoscevo particolarmente, se la cava bene.

Ma il voto alto va anche al merito di aver scelto una tipologia di show che calza perfettamente per il tema trattato: quel tono tragicomico, semiserio, si adatta a meraviglia ad uno show che, ripeto, apparecchia la tavola a modo suo a un problema inevitabile che sta attendendo l’umanità.

Fotografia, scenografia e costumi sono solo un contorno: molto semplici, al minimo sindacabile, ma non è di certo su questi aspetti che lo show si focalizza. E neanche chi guarda lo dovrebbe fare.

Alexander Skarsgård in una scena del finale della Stagione 1 di Murderbot su Apple TV
MY TAKE

Sarà un bel casino con le AI

Un tempo se guardavo uno film o una Serie TV di fantascienza lo trovavo in tutti i casi troppo fantasioso. Oggi è diverso, anche grazie a show come Murderbot. Perché se lasciate perdere le astronavi, i pianeti e gli alieni, e vi focalizzate sul nocciolo della questione, guardate che non manca tanto in termini di tempo a questi possibili scenari.

L’ho già detto in tanti articoli: con 20.000€ vi potete comprare, oggi, un robot umanoide dalla Cina. Con 25€ al mese avete ChatGPT premium con cui parlare a volontà. Ovvio, sono entrambe tecnologie ancora acerbe, ma fanno passi da gigante ogni mese che passa. Nei prossimi anni si affineranno sempre di più, si uniranno l’una con l’altra, e sarà un gran bel casino. Ci sarà chi si innamorerà dei robot, chi li vorrà ammazzare tutti, chi rimarrà vittima di qualcosa legata ad un incidente avvenuto con un robot umanoide dotato di AI. E velo ripeto: non manca tanto.

Quindi ben vengano tutti gli show come Murderbot che possono un attimo far ragionare chi ancora crede che questo futuro sia così lontano, perché non lo è. E poi Murderbot è uno di noi: ama le Serie TV, si ciba di Serie TV. E per fortuna quella in cui lui è protagonista è stata confermata per una seconda stagione.

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Voto alla Serie TV

by lucazacchello.com

4.2

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Luca Zacchello

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