Uno dei punti deboli di iniziare a fare video con il proprio smartphone è l’audio. Anche se è provvisto di una buona fotocamera, il microfono integrato del telefono cattura un po’ tutto quello che ha intorno, compresi molti rumori ambientali, creando un effetto eco e un suono poco definito.
Per questo sempre più creator cercano un microfono per smartphone esterno che migliori fin da subito la qualità delle riprese, senza grosse complicazioni tecniche.
Tra le soluzioni più pratiche ci sono i microfoni lavalier wireless: compatti, leggeri e facili da collegare direttamente al telefono. In questo articolo metto a confronto due tra i modelli economici più diffusi, DJI Mic Mini e Boya Mini, per capire quale scegliere davvero per iniziare.

Quali tipi di microfono per smartphone esistono?
Quando si cerca un microfono per smartphone, in realtà si entra in un mondo parecchio vario. Esistono diverse soluzioni pensate per esigenze differenti, e per ognuna c’è una tipologia di microfono più adatta.
- Microfoni lavalier con filo: i classici microfoni da bavero con cavo. Costano poco e funzionano bene, ma il filo può risultare scomodo se ti muovi molto durante la registrazione.
- Microfoni lavalier wireless: eliminano il cavo tra microfono e smartphone. Sono più pratici per video in movimento, vlog e contenuti social. Negli ultimi anni sono diventati molto compatti ed economici, rendendoli una delle soluzioni più interessanti per chi inizia.
- Microfoni shotgun per smartphone: si montano sopra il telefono e registrano l’audio in modo direzionale. Sono utili in ambienti dove i rumori ambientali sono sotto controllo, ma meno pratici per registrazioni rapide.
- Microfoni USB o a condensatore: si collegano tramite adattatore o direttamente via USB-C. Offrono buona qualità, ma sono decisamente meno portatili e più adatti a setup fissi.
Se l’obiettivo è registrare video per social, YouTube o contenuti parlati con lo smartphone, il microfono lavalier wireless è spesso la scelta più equilibrata tra qualità, praticità e prezzo. Ed è proprio per questo che in questo articolo metto a confronto DJI Mic Mini e Boya Mini: li reputo due modelli validi per chi vuole approcciarsi al mondo video con un audio già più che rispettabile, anche considerando il loro prezzo.
Perché un lavalier wireless è la scelta più pratica
Come già anticipato, il lavalier wireless è spesso la soluzione più semplice ed equilibrata come microfono per smarphone. Il motivo è molto semplice: agganci il microfono alla maglietta, colleghi il ricevitore al telefono e inizi a registrare. Senza cavi in mezzo, senza supporti aggiuntivi, senza dover tenere il telefono a pochi centimetri dalla bocca o alzare troppo la voce per farti sentire.
Rispetto a un lavalier con filo, elimini l’ingombro del cavo e puoi muoverti liberamente. Certo, c’è il compromesso di dover ricaricare il dispositivo prima dell’utilizzo. Ma siamo nel 2026: dove possiamo rinunciare ai cavi, lo facciamo.
Rispetto a uno shotgun montato sopra il telefono, avendo il microfono vicino alla bocca ottieni una voce più presente e meno influenzata dai rumori intorno, soprattutto quando l’ambiente non è perfettamente silenzioso.
Per chi crea contenuti per social, vlog o video parlati in casa, questa tipologia rappresenta oggi uno dei compromessi migliori tra qualità audio, praticità e prezzo. Ed è proprio in questa categoria che si inseriscono DJI Mic Mini e Boya Mini.

DJI Mic Mini vs Boya Mini: le differenze principali
Sulla carta, DJI Mic Mini e Boya Mini fanno la stessa cosa: sono due microfoni lavalier wireless compatti pensati per registrare audio con smartphone (e, nel caso del DJI, anche con fotocamere, se acquistato con il ricevitore corretto). Nella pratica, però, si rivolgono a due utenti leggermente diversi.
Il DJI Mic Mini punta sulla qualità complessiva del prodotto: materiali migliori, audio leggermente più pulito e corposo e una sensazione generale più “curata”. Intendiamoci, non è complicato da usare, ma dà l’idea di essere un prodotto pensato anche per chi potrebbe volerlo integrare in futuro in un setup un po’ più evoluto.
Il Boya Mini, invece, è decisamente più diretto: piccolo, leggero, attacchi e registri. Costa meno e si rivolge chiaramente a chi vuole migliorare l’audio dei propri video senza spendere troppo e senza perdersi in troppe pippe mentali tecniche.
Anche il prezzo riflette questa differenza: circa 45€ per il DJI Mic Mini (versione singola senza case) contro circa 30€ per il Boya Mini nella stessa configurazione. La differenza, in termini assoluti, non è enorme, ma in questa fascia può incidere sulla decisione per chi sta iniziando.
In sintesi, non parliamo di due categorie diverse, ma di due interpretazioni dello stesso concetto: uno leggermente più curato e versatile, l’altro più essenziale ed economico. Le differenze emergono davvero quando si analizza la qualità audio e l’utilizzo pratico.

La qualità audio dei due microfoni
La differenza più evidente tra DJI Mic Mini e Boya Mini si sente nella resa complessiva della voce.
Per questo motivo qui sotto trovi due file audio registrati nelle stesse condizioni con entrambi i microfoni: stesso ambiente, stessa distanza dalla bocca, stesso smartphone. Le tracce sono completamente naturali, senza alcun tipo di post-produzione o pulizia tramite software come Audacity o tramite i tool di editing video. Quello che senti è esattamente ciò che esce dal microfono.
Ascoltando le registrazioni, il DJI Mic Mini restituisce un audio più aperto e naturale, soprattutto sulle frequenze medie, dove si concentra la voce. La voce risulta più piena e meno “chiusa”, con una sensazione generale più ariosa.
Il Boya Mini, invece, applica una soppressione del rumore più aggressiva. Nei momenti di silenzio il fruscio è meno percepibile, ma il rovescio della medaglia è che questa gestione più “cattiva” tende a comprimere e soffocare leggermente la voce, rendendola meno naturale rispetto al DJI.
Non è una differenza enorme, ma si sente. Se ascolti con attenzione, il DJI suona più libero; il Boya più artefatto.
Va comunque detto che nessuno dei due è un microfono da studio. In ambienti difficili un minimo di post-produzione aiuta entrambi. Ma in registrazione diretta e senza interventi, il DJI privilegia naturalezza e apertura, mentre il Boya interviene in modo più evidente sul segnale.

Materiali, aggancio, portabilità e utilizzo quotidiano
Dal punto di vista costruttivo, il DJI Mic Mini dà una sensazione più solida. Come già accennato, i materiali sono leggermente più curati e il tutto risulta più premium. Il Boya Mini è più semplice e più essenziale, ma per questo più piccolo e leggero.
La differenza più importante sulla costruzione dei due microfoni per smartphone, però, sta nel sistema di aggancio dei trasmettitori.
Il Boya Mini è solo a clip, con una classica molletta. Funziona, tiene bene, ma resta un sistema tradizionale e che ti obbliga a determinate opzioni.
Il DJI Mic Mini, invece, oltre alla clip integra anche un piccolo e potente magnete. Nel mio utilizzo personale uso praticamente sempre quest’ultimo: permette di tenere il microfono in ordine, posizionarlo meglio sui vestiti e trovare una collocazione più pulita anche quando la clip non sarebbe comoda. È una soluzione decisamente più versatile.
Dall’altra parte, il Boya Mini ha un vantaggio enorme: è minuscolo. Parliamo del microfono lavalier wireless più piccolo in circolazione. Su una maglietta nera quasi non si vede in video, e questo per molti può essere un plus non da poco.
Antivento
- Il Boya Mini include una semplice spugnetta antivento/antipop
- Il DJI Mic Mini offre anche il classico “topo morto” per esterni
Personalmente non ho quasi mai usato il topo morto nel mio utilizzo indoor, ma per chi registra anche all’aperto è sicuramente da preferire alla spugnetta.
Batteria e portata
- Boya Mini: autonomia dichiarata intorno alle 6–8 ore
- DJI Mic Mini: autonomia dichiarata intorno alle 10 ore
Nell’uso reale per video social o contenuti parlati è difficile scaricarli in una singola sessione di registrazione. Per il 99% degli utilizzi con smartphone, l’autonomia di questi due modelli difficilmente sarà un limite.
Discorso simile per la portata. DJI dichiara una portata superiore rispetto al Boya (400 metri vs 100 metri – valori openspace), ma con uno smartphone in mano o su cavalletto, nella maggior parte dei casi non ti serve coprire decine di metri. A meno che tu non stia facendo riprese particolari a lunga distanza, utilizzando zoom importanti, è un dato che incide poco nella scelta soprattutto se destinato all’uso classico.
Versioni con e senza case
In questo articolo io sto parlando delle versioni base, senza case di ricarica. La soluzione più economica possibile.
Se però si sceglie la versione con case, il discorso cambia: il Boya Mini, con il suo case compatto, entra tranquillamente nella tasca dei jeans come un paio di cuffiette true wireless (a proposito se ne cercate un paio dall’ottimo rapporto qualità prezzo date una chance alle Baeseus EP10 Pro). Il DJI Mic Mini, invece, ha un case più grande (e molto ben realizzato) e meno tascabile.
Anche questo aspetto rende il Boya ancora più orientato alla massima portabilità e immediatezza.
Va anche detto che nel frattempo è uscito il Boya Mini 2, evoluzione del modello precedente. In questo confronto mi riferisco alla prima versione, che è quella che acquistai e che resta comunque molto diffusa e interessante per il prezzo.

Quale microfono per smartphone scegliere?
Ora vi racconto brevemente come sono entrato in possesso di entrambi i microfoni.
Per iniziare i miei video sui social comprai il Boya Mini: semplice, alla portata di tutti e con performance più che dignitose. A un certo punto, però, iniziai a pensare che, se avessi voluto registrare un’intervista o microfonare una seconda persona, mi sarebbe servito un secondo trasmettitore.
Avrei potuto acquistare un altro Boya Mini, ma durante una giornata promozionale su Amazon trovai un’offerta interessante sul DJI Mic Mini con due trasmettitori e case di ricarica. Per qualche decina di euro in più feci il salto. Tutto perfetto: il Boya sarebbe andato in pensione o lo avrei usato per una terza persona con un secondo smartphone.
Poi però uno dei due trasmettitori DJI smise di funzionare. Restituito e non sostituito, mi sono ritrovato con il budget dell’offerta rientrato e il vecchio Boya Mini ancora operativo. Ho aspettato una nuova promo e alla fine è arrivata solo sulla versione singola del DJI Mic Mini. A quel punto l’ho ripreso, consapevole che difficilmente mi sarebbe servito microfonare più di una persona.
Nel periodo in cui sono rimasto solo con il Boya Mini, però, mi mancavano due cose: il magnete e quella resa della voce più ampia e naturale del DJI. Quindi se devo sceglierne uno per forza, per qualità audio e libertà di utilizzo, scelgo il DJI Mic Mini.
Detto questo, il Boya Mini non è assolutamente un prodotto da sottovalutare. Per molte persone può essere più immediato, più comodo da trasportare e più discreto da indossare. È probabilmente l’antagonista più serio del DJI Mic Mini in questa fascia di prezzo, anche perché è il microfono lavalier wireless più piccolo in commercio. E si comporta comunque benone nella registrazione.
Qualunque sia la vostra scelta, se cercate un microfono per smartphone per iniziare a fare video seriamente, con uno dei due cadete in piedi.
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