Elogio al Logitech MX Master: il miglior mouse del mondo. Storia e modelli di un’icona della produttività.

Prima di ripercorrere la storia di un’icona nel mondo dei mouse per la produttività come il Logitech MX Master, è doveroso fare un appunto: molto spesso non serve l’ultimo modello per godere davvero di una tecnologia di alto livello.

Il mio primo MX Master lo acquistai a metà 2017. Se fosse ancora qui, probabilmente questo articolo non esisterebbe. Mi ha accompagnato per anni senza mai darmi veri motivi per guardare altrove, finché qualche settimana fa ha deciso di abbandonarmi.

A quel punto la scelta non è stata se comprare di nuovo un MX Master, ma quale. E nonostante l’uscita recente del Logitech MX Master 4, ho scelto di spendere meno e puntare su un MX Master 3S.

Da questo presupposto parte questo articolo: una panoramica completa sulla linea Logitech MX Master, su come si è evoluta negli anni e sul perché, ancora oggi, non sia affatto scontato che l’ultimo modello sia quello giusto da comprare.

L’ergonomia iconica del mouse Logitech MX Master
FILOSOFIA

Qual è il miglior mouse del mondo?

Questa è una di quelle domande a cui c’è un solo modo per rispondere: dipende. Dipende da cosa ci devi fare con il mouse. Se hai bisogno di un mouse da gaming è un discorso, se te ne serve uno per la produttività è un altro. A quelli destinati al mondo dei videogiocatori servono leggerezza, grip, latenza e velocità. A quelli per chi al PC ci lavora è sicuramente preferibile un mouse comfortevole, preciso, affidabile e che abbia la possibilità di arricchirlo con scorciatoie sensate.

E quindi, se parliamo di produttività, per me il Logitech MX Master è a tutti gli effetti il miglior mouse del mondo. Non perché sia perfetto per tutti, e nemmeno perché abbia le specifiche più estreme, ma perché mette insieme tre cose che su questa linea di modelli coesistono alla perfezione:

  • ergonomia che ti supporta veramente per lunghi turni di lavoro
  • doppia rotella che ti cambia il modo di lavorare e navigare
  • funzione multi-device
  • batteria integrata
  • personalizzazione delle scorciatoie

E queste funzioni le troviamo su tutta la linea già dal primo modello: il Logitech MX Master è un mouse che viene sì migliorato ogni volta che esce un modello nuovo, ma la sua natura non viene stravolta completamente. Ciò che lo rende, a mio avviso, il mouse migliore del mondo è sempre stato lì. Fin dall’inizio.

Le lievi differenze di design dal primo MX Master al 3S
STORIA

Logitech MX Master: una storia che ha superato i 10 anni

L’obiettivo della creazione della linea Logitech MX Master era ben chiaro fin da subito: creare un mouse pensato prima di tutto per la produttività, capace di affiancare chi lavora al PC per ore offrendo il massimo comfort. Ed è così che nasce un prodotto che permette di rilassare il polso mentre si navigano pagine infinite, spostarsi tra timeline e fogli di calcolo in tutte le direzioni o addirittura tra un device e l’altro semplicemente cliccando un bottone sul retro.

Nei paragrafi che seguono ripercorro l’evoluzione della linea MX Master, modello per modello, spiegando cosa è cambiato davvero tra una versione e l’altra e quali miglioramenti hanno avuto effettivamente un impatto reale nell’uso quotidiano.

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Logitech MX Master (2015): il primogenito

Il primo Logitech MX Master viene introdotto sul mercato nel 2015. Con un design particolare, una via di mezzo tra un mouse classico ed un mouse verticale, attira fin da subito l’attenzione degli appassionati anche per via del suo prezzo di lancio decisamente importante per l’epoca. Entrando nei particolari tecnici su questo primo esemplare della linea troviamo:

  • Sensore laser Darkfield di prima generazione: offre già la possibilità di utilizzare il mouse su quasi la totalità delle superfici su cui un essere umano è solito appoggiarci un mouse
  • DPI fino a 1600
  • Rotella principale (verticale) con possibilità di essere utilizzata sia a scroll libero che a scatti
  • Rotella secondaria (orizzontale/laterale) per la possibilità di scrollare orizzontalmente pagine, fogli di calcolo, timeline
  • Pulsante gesture personalizzabile (dove appoggia il pollice)
  • Connettività wireless con dongle Logitech e/o Bluetooth
  • Easy-Switch fino a 3 dispositivi
  • Batteria ricaricabile integrata (tramite porta micro-USB)

E questo è stato il mio mouse dal giugno 2017 fino a settembre 2025. Un mouse durato 8 anni e che aveva un solo problema: poteva, col tempo, presentare un malfunzionamento del tasto del pollice a causa dello sporco che si accumulava. Aprendolo e ripulendo l’incastro dalla sporcizia, il problema spariva. Fino a che il sensore non mi ha abbandonato. Lì ho dovuto cambiare modello, ed ero tristissimo.

Le prime due generazioni riportavano il logo intero Logitech. Il 3S invece adotta il nuovo logo.

Logitech MX Master 2S (2017): funziona anche sul vetro

No, non è lui il modello che ha sostituito il mio amato primo MX Master. Non ho mai avuto modo di utilizzare il Logitech MX Master 2S perché ho saltato questa generazione nonostante fossi molto allettato dal prezzo a cui veniva proposto in quel momento. Ma avendo fatto l’upgrade nel 2022 ho desistito per un solo particolare: la ricarica della batteria, ancora, tramite micro-USB. Ecco, mi son sentito di puntare a quello dopo, eppure amavo quel design:

  • Design invariato dal primo MX Master
  • Sensore Darkfield aggiornato con supporto ufficiale anche sul vetro (minimo 4mm)
  • DPI aggiornati a 4000 (meglio da utilizzare su schermi grandi)
  • Introduzione di Logitech Flow
  • Autonomia della batteria migliorata

Rimasti dunque invariate rispetto al primo MX Master le posizioni dei tasti e delle rotelle, la forma e la doppia connettività.

Logitech MX Master 3 (2019): nuovo design

Dopo 4 anni dal lancio del primo MX Master arriva, effettivamente, una rivisitazione del design. Non abbiamo più la punta dei tasti principali a freccia e vengono allineati sullo stesso livello di altezza i tasti laterali, disponendoli uno di fianco all’altro e non più uno sopra l’altro. Anche l’inclinazione aumenta leggermente per un posizionamento più verticale del polso. Nulla di trascendentale comunque, che è un MX Master lo capisci a prima vista. La formula magica del successo di questo mouse non cambia più di tanto, ma vengono affinati alcuni aspetti:

  • Introduzione della rotella MagSpeed: una rotella non più meccanica ma elettromagnetica e accompagnata da un nuovo sensore che permette uno scroll a scatti quando la si fa girare piano e uno scroll libero automatico quando si accelera. Sparisce il meccanismo fisico di sgancio che c’era sulle prime due generazioni
  • Sensore Darkfield ulteriormente migliorato
  • DPI sempre a 4000 ma con un tracking più stabile
  • Porta USB-C per la ricarica della batteria integrata

Per la prima volta Logitech osa un po’ con il suo prodotto di punta. E divide un po’ il suo pubblico: c’è chi continua a preferire il vecchio design e chi non vede il bisogno di fare l’upgrade dalle prime generazioni.

Logitech MX Master 3S (2022): overkill e silenzio

Ecco qui il prescelto a sostituire la mia prima amata generazione di Logitech MX Master. Che sulla carta è quello che introduce due principali novità di cui una molto figa.

  • Quiet Clicks: i tasti diventano fino al 90% più silenziosi rispetto alle versioni precedenti
  • DPI aggiornati fino a 8000
  • Tracking migliorato su vetro
  • Precisione migliorata su monitor ad alta risoluzione
  • Nuovo ricevitore wireless Logi Bolt (più sicuro per aziende)

Avevo bisogno dei DPI a 8000? Ma figuriamoci. Feature quasi completamente inutile per la produttività. Ma i tasti silenziosi (e sono veramente silenziosi) e la precisione migliorata, almeno a detta loro, sui monitor ad alta risoluzione mi hanno fatto scegliere questo modello. Anche perché con l’imminente uscita dell’ultima versione il prezzo era a suo favore. Anche se ho fatto un po’ fatica a scegliere tra lui e lo scontatissimo 2S.

Il sensore Darkfield e Easy-Switch su Logitech MX Master 3S

Logitech MX Master 4 (2025): l’MX Master con feedback aptico

Siamo giunti all’ultimo modello, per ora, della linea MX Master, il più recente, presentato a fine 2025. Logitech MX Master 4 porta il feedback aptico sulla gamma. A che serve in produttività? Eh non lo so. Sarà figo. Non l’ho provato. Appare anche un nuovo tasto laterale, presumo per una scorciatoia in più a portata di pollice.

  • Miglioramenti software con integrazione pulsante Actions Ring (un menù a comparsa a portata di mano)
  • DPI sempre a 8000
  • Feedback Aptico
  • Software molto più personalizzabile
  • Ricevitore wireless migliorato

Insomma. Figo è figo eh per carità. Ma forse Logitech non sa neanche più lei come migliorare il suo mouse di punta per la produttività?

QUALE SCEGLIERE

Quale Logitech MX Master conviene comprare oggi?

Le feature principali di ogni modello ve le ho esposte, se avete dei bisogni particolari e vi serve per forza quella funzione allora con la storia degli MX Master qui sopra riuscite a capire qual è il modello più adatto a voi. Poi, ovviamente, più passa il tempo e più sarà difficile trovare in vendita, almeno nuovi, i modelli più datati.

La mia scelta al momento dell’acquisto è ricaduta sul 3S per il semplice fatto che il mio primo MX Master era KO e il 3S sarebbe arrivato il giorno successivo con la spedizione Prime di Amazon. Mi servono metà delle features che ha? No. Le uso? No. Però il mio polso ringrazia e la mia pazienza anche grazie alla gran precisione del sensore di questo magico mouse.

Però c’era disponibile anche il 2S, ancora nuovo, a ben 30 euro in meno. Il prezzo era leggermente inferiore a 50€ che per tante persone sono già uno sfracello di soldi per un mouse, figuriamoci per un mouse che ha già avuto due aggiornamenti sul mercato e che quindi può apparire “vecchio”.

Ma quando compri un MX Master non stai comprando semplicemente un mouse, stai comprando un controller per la tua postazione lavorativa che accompagna il tuo polso, ti limita la possibilità di sviluppare problemi legati alla sindrome del tunnel carpale e ti da la possibilità di avere veramente un sacco di comfort in più di qualsiasi mouse generico.

La rotella laterale su Logitech MX Master 3S: un segno distintivo della gamma fin dal primo modello
MY TAKE

Serve davvero aggiornare MX Master ogni volta che ne esce uno?

Quanto può durare un buon mouse? Ecco il mio è durato 8 anni. Un grandissimo mouse che, dunque, se riesci a pagare a buon prezzo, può veramente durare tanto negli anni e ripagarti del forte investimento che devi fare per acquistarlo.

Ma Logitech MX Master è uno degli esempi migliori per ragionare su una cosa: non ti serve l’ultima tecnologia per vivere benissimo se questa è già una tecnologia ben rodata. Rincorrere l’ultimo modello può avere senso per appassionati su prodotti dove la tecnologia sta continuando a crescere giorno dopo giorno. E allora lì sì che la musica può cambiare da un aggiornamento all’altro. A fronte però di spese importanti ricorrenti.

Ma su tanti prodotti, dove ormai la tecnologia negli anni passati ha già fatto passi da gigante, non ne vale minimamente la pena. Anzi, quella tecnologia, che invecchia bene, acquistandola un po’ più avanti vi fa risparmiare un sacco di soldi.

E quindi, se avete un MX Master, il mio consiglio è quello di tenerlo fino a che tira avanti, a meno che non troviate qualcuno a cui venderlo perché vi serve per forza una feature di uno dei modelli più nuovi. E se invece lo dovete acquistare, beh, se non avete enormi pretese ma volete solo un mouse top di gamma che vi rivoluziona il lavoro al PC allora quello che trovate al prezzo più basso.

Occhio solo alla connettività, alcuni modelli di MX Master in alcune versioni (come il 3S) le hanno fatte solo bluetooth. Ecco, quello non ha proprio senso comprarlo secondo me. Sì, costa meno, ma che cavolo, se ogni anno migliori il ricevitore wireless ci sarà un motivo. Ed è sempre meglio collegare MX Master via wireless che via bluetooth: più stabile, più sicuro, meno energivoro.

Un’altra periferica PC che vi consiglio caldamente nonostante una storia decisamente meno articolata di questo mouse? Le Edifier R1280T.

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Luca Zacchello

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