M – Il Figlio del Secolo è sicuramente una Serie TV che è stata molto attesa e che ha fatto, e farà, parlare tantissimo di sé. Sia perché incentra la sua narrazione su uno dei personaggi più caratteristici del ‘900, sia perché viene proposta al pubblico italiano in un momento storico che lascia qualche perplessità a buona parte della popolazione. Ma mi fermo qui, non ho intenzione di parlare di politica, anche perché sono l’ultima persona che dovrebbe aprire bocca in merito.
Il personaggio di Benito Mussolini è sicuramente rinomato. Però M – Il Figlio del Secolo è uno show che ti apre le porte a tante nozioni storiche in merito al fascismo che forse molti della mia età hanno un po’ “vaghe” nella mente. Cerco di spiegarmi meglio: lo studi a scuola, sempre a fine programma dell’ultimo anno, un po’ di fretta e furia. E tanti, troppi, dettagli te li perdi. Ecco, in questa Serie TV non ti perdi nulla, perché sa come tenerti incollato allo schermo.

Una storia conosciuta, ma forse non così dettagliatamente da molti
Voto Trama: 9
M – Il Figlio del Secolo si basa sul primo dei cinque libri di Antonio Scurati scritti per raccontarci la storia di Benito Mussolini. In questo primo libro, così come negli 8 episodi della Serie TV, si percorrono gli avvenimenti dalla nascita del fascismo all’uccisione del deputato Giacomo Matteotti. E qui torniamo all’incipit dell’articolo: lo sai, perché lo studi sui libri di scuola, che Matteotti l’hanno ammazzato i fascisti. Però tutti i dettagli in merito all’assassinio, alla premeditazione, ai nomi e alle storie di chi ha messo in piedi quel delitto o te li studi da solo, approfondendo perché ti appassioni, o te li fai spiegare da Barbero nel suo podcast o li puoi apprendere con questo show.
M – Il Figlio del Secolo insegna la storia d’Italia di inizio ‘900 a chi la guarda. Con tutti i dettagli narrativi e descrittivi che ti servono sul piccolo schermo, è uno show al contempo spaventoso ed educativo. E forse conoscere meglio, fin dai tempi dei banchi di scuola, tutti i dettagli che quest’opera diretta da Joe Wright ci racconta, aiuterebbe a evitare quella deriva di superficialità che fa sembrare tutto bianco o nero a quell’età, andando oltre i soliti riassuntini dei testi scolastici e dando un’occasione per riflettere davvero sulla storia.

Una Serie TV che ti tiene incollato allo schermo
Voto Ritmo: 9-
Il ritmo narrativo di M – Il Figlio del Secolo è martellante. Ed è palesemente voluto, visto l’argomento che tratta. Questo però può dare fastidio ad alcuni spettatori: io, personalmente, l’ho apprezzato tantissimo. Così come i dialoghi sono, dal primo all’ultimo, tutti da voto massimo.
Non ricordo scene particolarmente lente, perché anche quelle secondarie sono sempre comunque accompagnate da dialoghi corposi e fondamentali per l’evoluzione del personaggio di Benito Mussolini. E nelle scene dove non ci sono i dialoghi arrivano le musiche o i canti fascisti, ma quello lo vedremo dopo.
Se c’è una piccola cosa che avrei migliorato sono le date: ne avrei messe di più. A volte si fatica un po’ a capire quanto tempo può essere passato da un avvenimento all’altro, anche se effettivamente quando ci sono salti temporali più importanti queste appaiono sempre in sovraimpressione, quindi probabilmente gli altri avvenimenti sono tutti molto vicini. Però non essendo io un super mega cultore di questo momento storico, e avendo sempre fatto schifo con le date, ecco, avrei preferito qualche input in più in merito.

Regia, cast, musiche: in M – Il Figlio del Secolo è tutto maledettamente perfetto
Voto Stile: 10
Veniamo al punto più forte di M – Il Figlio del Secolo: lo stile con cui questa Serie TV è stata realizzata. Si tratta di una trasposizione cinematografica molto moderna di ciò che è stato della nascita del fascismo. Tanto che quando c’è la scena del terzo congresso fascista mi sono detto “sembra un concerto dei Rammstein”. E come finisce la scena? Con Luca Marinelli nei panni del Duce che fa stage diving sulle camicie nere.
Parlare dell’interpretazione di Luca Marinelli in M – Il Figlio del Secolo è scontato: sarò mica io a dovergli dire che è stato incredibile in ciò che ha fatto. Però glielo dico anche io: bravissimo! Ma così come tutto il resto del cast, ottimi tutti, da Barbara Chichiarelli a Francesco Russo.
Scenografia? Pazzesca. Costumi? Fantastici. Trucco e parrucco? Andate a vedervi le foto di Emilio De Bono e confrontatele con come ne è uscito avvinghiato nella serie Maurizio Lombardi nei suoi panni: spaventoso!
E poi la regia. Cosa dobbiamo dire della regia di M – Il Figlio del Secolo se non che è perfetta per il tipo di comunicazione che si è voluto fare. E io non amo la tecnica della rottura della quarta parete in stile House of Cards, dove l’attore parla direttamente allo spettatore estraniandosi dalla scena. Ma qui ci sta da Dio. Qui è tutto maledettamente perfetto. Questo livello non lo vedevo, in un contesto totalmente diverso, da Scissione.

Ci sono altri 4 libri, ci aspettano altre 4 stagioni?
Voto finale: 9,5
M – Il Figlio del Secolo è, come già detto, il primo dei 5 libri di Antonio Scurati che raccontano della storia di Benito Mussolini e del fascismo. Ci si aspetta, dunque, anche dato l’importante successo di questi primi 8 episodi, un seguito. Uno show forse non adatto a tutti per la sua particolarità, che esce da parecchi canoni classici delle Serie TV, combinando scelte stilistiche cinematografiche di altissimo livello, che a tratti profuma di musical e molto spesso richiama il teatro.
Non è facile descrivere quest’opera, soprattutto per uno come me che non è un vero critico ma semplicemente un appassionato: bisogna guardarla per assaporarne l’emozioni, dolci e amare, che è in grado di regalare. Ed è il mio invito spassionato finale: guardate M – Il Figlio del Secolo, o almeno dategli una chance. Vi racconterà una storia che deve essere ben chiara a tutti, e mai dimenticata, con uno stile inconfondibile e con tanti dettagli che potreste non conoscere.